La palestra

Tre cose:

Se mi avessero detto anche fino ad un mese fa  che a fine luglio avrei passato un’ora in sala macchine avrei detto: “Chi io? quella che tiene la pipì finché non le scoppia la vescica pur di non alzare il culo dal letto?” ma ancora non conoscevo la noia di passare luglio davanti al pc a scrivere, da sola in casa, senza parlare con nessuno, ma ancora avrei resistito, poi ho elaborato l’idea che ormai avevo praticamente una relazione seria con il mio computer, è il primo a darmi il buongiorno, l’ultimo a darmi la buonanotte, quello con cui pranzo e ceno, neanche con un mio probabile (chissà, molto lontano nel tempo) futuro marito passerò tutto quest tempo, è stato allora che ho capito che era il momento di andare in palestra.

Punto secondo quando vai nella sala macchine a luglio ti ricordi che è il mondo del testosterone, dove un elemento di sesso femminile è come una gazzella ferita davanti ad un branco di leoni, puoi leggere nei loro occhi l’istinto primordiale di darti una clavata e portarti nella loro caverna, puoi annusare i loro ormoni che fanno la danza della pioggia nell’esatto momento in cui entri, per non parlare di quando inizi a fare gli esercizi, sopratutto quelli per l’interno coscia, quelli sembrano fatti apposta per urlare guardatemi ho una vagina! 

Punto terzo quando ascolti le conversazioni negli spogliatoi delle donne controlli di avercela una vagina ,un po’ perché ti chiedi se appartenete allo stesso genere un po’ perché speri di no. E sono questi i momenti in cui capisco perché a volte gli uomini sentano il bisogno di spiegarti perfino cosa è un pickup .

lanoia palestra maledettatesi ciaoluglio

Camminare

Lo scorso weekend tornando da lungo tevere io e C. ci siamo messe a ricordare le cose successe, quelle strane, quelle che c hanno fatto ridere dal primo momento e quelle che c’è voluto un po’, tre anni della nostra vita, che come diceva sempre il mio professore delle superiori sono i primi veri anni di vita, perché per la prima volta prendi davvero decisioni da solo, prendi vere responsabilità ,per la prima volta sai che se non lavi i panni resti senza mutande pulite, tre anni delle nostre vite in mezzora di notturno a Roma, ormai è quasi un anno che facciamo così, ricordiamo al posto di vivere, forse perché il meglio è andato, forse perché abbiamo già così tanto da ricordare che era arrivato il momento di fermarsi per un po’ per prendere aria, per permettere alle ossa di assestarsi, ai muscoli di prepararsi al prossimo salto.

Quest’anno sembra l’anno degli arrivederci che hanno tutto il sapore di un addio e noi ricordiamo per non vedere e non sentire il profumo del cambiamento, ci guardiamo i piedi per non vedere dove stiamo camminando perché più passa il tempo e più questi maledetti piedi ci portano lontano, eppure non riusciamo a fermarci e mi chiedo dove mi porteranno alla fine e se a forza di camminare così tanto non ci arrivi da sola.

paturnie maistaredasolaacasa

Questione Palestinese e i torti di Israele, Ebrei e Sionisti - Paolo Bar…

Uno sguardo finalmente complessivo della situazione, a differenza dei telegiornali che ci tengono a farci capire poco e niente.

(Fonte: youtube.com)

Ansia parte 2

Ho passato la vita ad essere sopravvalutata, a partire dalla mia famiglia fino ai conoscenti e questo da una parte è un bene perché a volte penso che se tutte queste persone pensano che io sia “speciale” allora forse lo sono davvero un po’, però allo stesso tempo tutto questo mi mette un’ansia terribile, mi butta a dosso quintali di sensi di colpa, perché a far pensare agli altri di essere “brava” mi sento come se gli stessi mentendo.

La mia laurea si avvicina ed io riesco solo a pensare al voto, che non solo non mi soddisfa, ma del quale mi vergogno, me ne vergogno non per me stessa ma per tutte le aspettative ingiustificate che gli altri hanno su di me, so che a loro in fondo non cambia, che continueranno a pensare bene di me, ma questo mi mette ancora più ansia perché sento di non meritarmelo.

Sembra il discorso di una pazza e so già che a settembre non mi interesserà più e voglio dare la colpa al ciclo e all’ansia, mi sento come un’adolescente.

Ok momento lamento finito, ho provato a farlo a casa e tra un po’ le prendevo da mezza famiglia, forse dovrei mollare tutto ed andare a fare qualche lavoro assurdo in un posto sperduto dove non esistono le aspettative, ora lo cerco su google e ci vado.

ansia tesi università moio