Lo dicevo io!

Lo dicevo io!

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#bellobello

#science

Maurizio Crozza "Il patto Renzi-Berlusconi: dai Padri costituenti ai Nonni costituiti" ›

Quanto amo quest’uomo :,)

#Crozza

#famosedurisate

#bellobello

dreamsaboutdisney:

Star Tours: Darth Vader goes to Disneyland

Ringrazio il mondo di donarmi queste gioie *.*

Tutti oggi li trovo.

(via apropositodibanane)

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#star wars

#film

#bellobello

Ahahah Jon Snow u know nothing! una delle frasi migliori della serie.

Ahahah Jon Snow u know nothing! una delle frasi migliori della serie.

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#game of thrones

#serie

#bellobello

Anonimo

Avrei detto che fosse lunedì U.U :)

Caro anon per quanto la forma più corretta del congiuntivo è quella da te consigliata, non sempre si usa, per esempio per evitare un suono cacafonico, come risulterebbe nella frase “avrei detto che fosse lunedì” .

Ma grazie lo stesso. La prossima volta magari esplicitati così in caso di dubbi sulla grammatica italiana avrò qualcuno a cui rivolgermi.

Avrei detto che era lunedì.

Non per lamentarmi ma appena ho deciso di uscire dall’aula studio ha iniziato a tirare un vento che manco i monsoni, portandosi con sé tutti i pollini di questa terra, creando sui miei vestiti uno strato giallognolo che per la mia allergia devo dire è un vero toccasana e poi è scesa giù una pioggia che se fossi credente avrei pensato che tutti i santi lassù avessero iniziato a piangere contemporaneamente, magari anche loro per via dei pollini. Risultato sembravo a tutti gli effetti un pulcino e sì mi sto lamentando, anche perché nel frattempo mi è arrivato un messaggio della mia proprietaria, della serie chi non muore ti scassa la michia per l’eternità, (e co sta storia di vampiri, zombie eccetera, non si può mai stare sicuri!), che ha deciso di iniziare una guerra tutta in solitario, dato che io manco le rispondo, sull’affitto o non affitto, su chi o come affittarle e su cosa fare se non vengono fittate le stanze che si libereranno prossimamente, come se fosse colpa mia che non riesce ad affittarle e non sua dato che ha dei prezzi che manco al Ritz.

In tutto ciò domani ho un esame, che fra parentesi è della mia futura relatrice di tesi, che ho rifiutato tipo tre volte.

Non è per lamentarmi eh però insommina non è che oggi mi piaccia tanto come giornata.

#lavita

#università

#lasimpaticaproprietaria

#fortuna

#chegiornatademerda

C’est la vie

Venerdì dovevo andare a San Lorenzo con la macchina, vado con C a prenderla e non la trovo, me l’avevano rimossa.

Ora ovviamente ho imprecato come solo un a maremmana sa fare ed abbiamo cambiato programma, siamo andate a piazza Bologna che è più vicina e non devo farmi i km a piedi per tornare a casa.

Ho preso una birra, ci siamo sedute su una panchina ed ho continuato a prendermela con il mono per un po’, poi dei tizi si avvicinano ed iniziamo a parlarci.

Ora esco con uno di loro, ed è carino, e magari pure un bravo ragazzo, non lo so, ma ieri mentre lo raggiungevo in autobus, mentre ero alla fermata, non facevo altro che pensare a G., alle prime volte che siamo usciti insieme, ad io che lo aspettavo davanti alla gelateria, perché arrivavo sempre in anticipo perché non vedevo l’ora di vederlo e lui appariva da dietro l’angolo della strada e mi dava un bacio, piccolo, riservato, di come passeggiavamo mano nella mano, senza che io me ne accorgersi, perché era la cosa più naturale del mondo, di come con lui non sentissi il bisogno di distogliere lo sguardo quando palavamo, a meno che non gli chiedessi di noi, allora affondavo la faccia nella sua spalla perchè mi sembrava più semplice sopportare la realtà da quella prospettiva, inebriata dal suo odore.

Mentre arrivavo a TorPignattara immaginavo scenari nei quali lui tornava da me, o dove casualmente lo incontravo per strada e non so come tutto tornava come prima, in quel turbine di sofferenza e piacere, che era sempre meglio di questo farsa.

Il tizio con cui sono uscita ad una certa mi ha chiesto se mi fossi mai innamorata,  perchè lui non c’era mai riuscito, io ho sempre detto di no, che non mi era successo, ieri ho esitato e l’ho fatto pensando a lui, ed ho iniziato uno sproloquio  su come non sapessi se fosse amore oppure no, ma che in ogni caso ne era valsa la pena anche se avevo sofferto, perché in fondo se soffrivo voleva dire che mi era importato.

Ma queste sono le frasi che diciamo agli altri per sentirci poetici, per sentirci come quelli dei film, nella realtà non ci interessa quanto ne sia valsa la pena, quanto nella vita le cose non possano durare per sempre, ci importa solo del fatto che alla fine in mano dopo una storia ci rimane solo l’orgoglio ferito, ricordi alterati, quella sensazione di non essersela nemmeno goduti al massimo e quella di essere stati privati di qualcosa di nostro, ci sentiamo vittime di un’ingiustizia ed io sinceramente, in fondo me lo chiedo chi me lo ha fatto fare.

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#Gi.

#D.

#lavita.

#ominidemerda

Fuori c’è il sole, la primavera finalmente si è decisa ad arrivare,
sento i bambini schiamazzare dalla finestra, non mi affaccio perché già so che vedrei persone sorridenti mangiando il gelato baciati dal sole sulla mia panchina, so che potrei scorgere i bambini giocare a pallone in piazzetta con i nonni che li osservano da lontano, in modo da farli sentire grandi, autonomi, potrei vedere le mamme con i passeggini per far assaggiare ai loro bambini questi primi caldi, potrei vedere le persone esagerate che si vestono come se fosse già agosto e quelle che invece ancora vanno in giro con il giaccone invernale, poi darei uni sguardo alla via, per potermi dare dell’idiota anche oggi, nel farlo volgerei lo sguardo al cielo, perché mi snervo perfino da sola e vedrei il cielo più o meno limpido incorniciato dai palazzi di Casal Bertone.
Invece io non guardo fuori perché mi sento come il Grinch a natale, io non me la posso godere questa primavera, per colpa mia tra le altre cose, a me al posto di guardare il cielo azzurro e sognare me tocca la tripletta perfetta: neuroscienze, psichiatria e psicologia clinica.
Devo dire che poteva andarmi peggio, a maggio mi lamenterò molto di più, se le mie coinquiline non mi ammazzano sono delle sante .

Fuori c’è il sole, la primavera finalmente si è decisa ad arrivare,

sento i bambini schiamazzare dalla finestra, non mi affaccio perché già so che vedrei persone sorridenti mangiando il gelato baciati dal sole sulla mia panchina, so che potrei scorgere i bambini giocare a pallone in piazzetta con i nonni che li osservano da lontano, in modo da farli sentire grandi, autonomi, potrei vedere le mamme con i passeggini per far assaggiare ai loro bambini questi primi caldi, potrei vedere le persone esagerate che si vestono come se fosse già agosto e quelle che invece ancora vanno in giro con il giaccone invernale, poi darei uni sguardo alla via, per potermi dare dell’idiota anche oggi, nel farlo volgerei lo sguardo al cielo, perché mi snervo perfino da sola e vedrei il cielo più o meno limpido incorniciato dai palazzi di Casal Bertone.

Invece io non guardo fuori perché mi sento come il Grinch a natale, io non me la posso godere questa primavera, per colpa mia tra le altre cose, a me al posto di guardare il cielo azzurro e sognare me tocca la tripletta perfetta: neuroscienze, psichiatria e psicologia clinica.

Devo dire che poteva andarmi peggio, a maggio mi lamenterò molto di più, se le mie coinquiline non mi ammazzano sono delle sante .

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#università

#primavera

#latristezza

#depressione

#La depressione

#machimelohafattofare

Allora un legislatore domandò:
Cosa pensi delle nostri Leggi, Maestro?


A voi piace emanare leggi, ma più ancora vi piace trasgredirle.

Come fanciulli che ostinatamente innalzano per gioco castelli di sabbia in riva al mare per poi distruggerle con una risata.

Ma intanto che innalzate queste torri, il mare trascina altra sabbia sulla riva.

E quando le distruggete il mare ride di voi.

In verità, il mare ride sempre all’innocente.

Cosa pensare di coloro i quali la vita non è un mare, e le leggi dell’uomo non sono che torri di sabbia, bensì la vita è una roccia, e la legge lo scalpello con il quale inciderla a propria somiglianza?

E che dire dello storpio che odia i danzatori?

O del bue che ama il suo giogo e giudica l’alce e il cervo della foresta smarriti e vagabondi?

E della vecchia serpe che non squama più

e stima gli altri nudi e vergognosi?

E chi va al banchetto nuziale di buon’ora

e torna sazio e stanco definendo ogni banchetto

una profanazione e i convitati trasgressori della legge?

Che dirò di loro se non che si stagliano nella luce,

ma con la schiena rivolta al sole?

Essi vedono soltanto la loro ombra, e le ombre sono la loro legge.

E che cos’è il sole per loro se non un seminatore di ombre?

Riconoscere le leggi non è forse chinarsi

e tracciare la propria ombra sulla terra?

Ma voi che camminati rivolti al sole,

quali immagini tracciate sulla terra potranno mai trattenervi?

E voi che andate con il vento, quale banderuola dirigerà la vostra corsa?

Quale legge dell’uomo vi potrà legare se spezzerete il vostro giogo,

ma non sulla soglia di una prigione umana?

Quali leggi temere, se danzando

non inciamparete nelle catene dell’uomo?

E chi vi porterà in giudizio se,

spogliandovi dei vostri indumenti,

non li lascerete sulla strada di alcun altro uomo?

Popolo di Orfalese, potrai mai soffocare il suono del tamburo e spezzare le corde della lira, ma chi comanderà all’allodola di non cantare?

Kahil Gibran

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